Quando i miei superiori mi confermarono la data della mia Ordinazione Presbiterale mancavano poco più di due mesi. Credevo che il mio desiderio di avere, per quell’occasione, una casula e un calice tutto mio, dovesse svanire e che avessi dovuto contentarmi di quel che sarei riuscito a trovare tra gli scaffali dei negozi di arte sacra. L’incontro con Vincenzo Busco, invece, ha permesso che questo mio desiderio potesse essere realizzato. Grazie all’ascolto che mi ha prestato e ai consigli che mi ha dato, frutto della sua comprovata esperienza nel settore della sartoria ecclesiastica, per la mia Ordinazione sono riuscito ad avere una splendida casula che rispecchia la mia personalità e il mio modo di intendere la liturgia. La sua maestria e la sua professionalità hanno permesso la creazione di un capo allo stesso tempo attuale e figlio della bellezza che la tradizione plurisecolare della Chiesa ci ha lasciato come preziosa eredità.

Non solo la casula, ma anche uno stupendo calice che, partendo da un modello già in produzione, ha modificato secondo le mie esigenze e gusti, al fine di dare maggior gloria a Dio. Come può non fare attenzione anche a questi particolari, per così dire, “materiali” chi crede nel suo spirito di avere fra le mani l’Altissimo? La vera povertà si esprime anche in questi oggetti preziosi che dicono: niente a me, ma tutto a Dio. Come fece San Giovanni M. Vianney che, pur senza mai togliere il pane agli affamati, non fece mancare splendore e bellezza al culto nella sua parrocchia di Ars. La falsa povertà, invece, si manifesta nella sciatteria e finisce per esprimere una fede claudicante nella reale presenza di Cristo nell’Eucaristia.

Grazie, dunque, a Vincenzo per il sollecito lavoro e la pazienza che ha mostrato. Grazie al suo impegno ho potuto avere degli oggetti liturgici veramente degni di questo nome e che hanno soddisfatto e stupito me e la mia famiglia che me li ha donati.